mercoledì 10 marzo 2010

Osservazioni

Per quanto attiene all’aspetto concettuale delle sfere che presentiamo, tutti i lavori, il mio compreso, sembrano mancare di adeguata consistenza teorico-concettuale connessa all'architettura, tema al quale siamo stati chiamati come architetti e non come artisti.
Era forse inevitabile che la sintesi del modello portasse ad elementi più orientati al mondo dell'arte che a quello dell'architettura. Dobbiamo raddrizzare il tiro e riportare la forma ad una microarchitettura, non modificando il modello ma arricchendolo di informazioni e di contenuti.
Il tema della sfera in architettura presenta una complessità teorica elaborata in più di 2000 anni di filosofia, sia speculativa che teorica applicativa. Il tema è molto difficile e complesso e si potrebbe affrontare da più parti.

Il problema sta probabilmente all’origine, da parte dei propositori della mostra che costringe architetti e designer a ridurre la sfera ad un semplice spunto tematico che non permette di inserirsi nel percorso storico, teorico-filosofico della sfera anche per la limitatezza economica del momento storico in cui stiamo vivendo. Come vi avevo accennato avrei voluto fare una sfera virtuale con l’olografia ma gli eccessivi costi me lo hanno impedito così come ho interpellato una ditta italiana che fa modelli in sinterizzato di nylon fatti con impianti in 3D di protopipazione veloce e anche qui i costi erano proibitivi...

Le 5 sfere risultano, a mio parere forse un pò fragili e solitarie, dal punto di vista del contenuto, a meno di dare un contesto e un significato forte a ciascuna sfera e dando una svolta comune. Non voglio diminuire l’entusiasmo, ma vorrei richiamare invece ad un lavoro meno scolastico ma più professionale.

Per questo motivo vorrei dare a ciascuno dei suggerimenti che ho condiviso con altri prima di esporveli.

Occorre partire dalla contestualizzazioneper fare un modello architettonico in 3D o un rendering o di un progetto di architettura o di design da pubblicare nel catalogo per spiegare meglio la sfera proposta.
Occorre fare un testo che sostenga il gesto creativo. Occorre tridimensionalizzare le immagini, il racconto e il modello in un tutt’uno che esprima tutta la vostra creatività.

Suggerirei di osare di più, contestualizzare dando un carattere funzionale all’oggetto.
Come ho detto a Federica la scorsa settimana per il mio totem, farei un rendering che rappresenti l'architettura da cui è derivato il modello essenziale.

Grasselli a Tokyo ha già suggerito a Matteo di contestualizzare il suo progetto facendolo ‘virare’ verso la proposta di una possibile tipologia abitativa sferica. Ne esistono per progetti nel fondo del mare. La forma sferica è ideale per la vita in fondo agli oceani. Lo dimostrano i radiolari in natura. In questo modo il suo progetto potrebbe acquisire un ‘valore aggiunto’, in termini di creatività, decisamente superiore e di grande interesse.


Il progetto Sessa ST e FA deve ritrovare una sua coesione tra concetto e oggetto, per non apparire un gadget ma una sfida.
Suggerirei di aggiustare il tiro orientando il progetto nella direzione di un orologio di grandi dimensioni urbane, (rendering da inserire in una piazza o in un parco, oppure di far girare piu' velocemente il meccanismo in modo da mostrare la sfera per effetto della velocità. Un oggetto cinetico. Fare riferimenti al futurismo e al movimento. Ci sono delle potenzialità soprattutto se l’apparato grafico a supporto delle immagini è adeguato a rappresentare l’idea su scala urbana.

Così pure per il progetto Margherita Bilato e Raffaella Bandera cercherei di approfondire la tematica del riciclo e del trasformare oggetti d'uso quotidiano da buttare in oggetti d'uso domestico carichi di significato. Anche in questo caso occorrerebbe un rendering in cui contestualizzare la lampada da terra con le bottiglie in un'oggetto emozionale ecc ecc riferendosi anche al mondo del mare, delle piccole sfere marine (manderò immagini); si potrebbero associare le immagini delle sculture di Arman e del periodo del Nouveau Realisme quando realizzava cubi e parallelepipedi schiacciando le automobili da rottamare ed esponendole come opere d’arte. Attenta a non scivolare nell’arte ma potresti portare l’arte a diventare un oggetto di design riproducibile...


infine per il gruppo di Andrea direi che potrebbero anche loro fare dei rendering di supporto o per realizzare un edificio fatto di superfici trasparenti (andate a vedere i lavori di Fuksas e il progetto del pad italiano a shangai 2010 progettato da Giampaolo Imbrighi che ha ideato il cemento trasparente); i pannelli in “cls” trasparenti possono essere rappresentati dai piani in plexi .Oppure valutare in modo diverso questa microarchitettura cercando di contestualizzarlo o come edificio o come museo o come un edificio religioso di tipo ecumenico. Il parallelepipedo ricorda la moschea ma la sfericità interna ricorda una cupola di una chiesa barocca o di un pantheon racchiuso.
Fate riferimento alla casa del Mantegna che fuori è un cubo e dentro il cortile
È cilindrico...

Queste riflessioni vorrei che fossero inserite sul blog. Le ho condivise con Grasselli e mi sembra corretto unificare i lavori perché abbiano un'anima comune: la sfera reale (Matteo...) ,quella ingabbiata (Andrea...), quella virtuale (la mia) e quella cinetica (Sessa ..), quella riciclata (Margherita..)...

Questa è una proposta che vorrei condividere con voi. Accetto anche altri e diversi suggerimenti per cercare di trovare un fil rouge al nostro lavoro di gruppo.
Scrivete le vostre idee. Riattiviamo il blog per quest'ultimo sforzo
Entro il 18 marzo dobbiamo dare i testi ed antro il 31 marzo le immagini della sfera finita e del rendering.... non abbiamo molto tempo.

A volte ci si prepara bene su un argomento per un esame e poi all’ultimo momento si può anche decidere di cambiare se ciò che facciamo serve a rendere migliore ciò in cui crediamo.

Buon Lavoro
Elena

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