martedì 13 aprile 2010

1:X Andrea Laserpre Francesca Croci Francesca Macchi

La sfera esprime le aspirazioni dell’architettura alla creazione della forma assoluta e il compimento del suo significato sublime. La sintesi con il cubo evoca la dialettica tra matericità e trascendentale.

Un cubo trasparente include una sfera traslucida, un nucleo vitale nell'intimo di una placenta protettiva, solidi discretizzati in lamine quadrate ed anelli concentrici che a loro volta racchiudono uno spazio ideale.

1:X è un’architettura scalata all’immaginazione dell’osservatore; siamo giganti al suo cospetto.

1:x Andrea Laserpe Francesca Croci Francesca Macchi











lunedì 12 aprile 2010

sottili confini testo matteo soldati

La sfera è una forma perfetta e astratta. Rappresenta un limite irraggiungibile entro il quale prende forma un oggetto indefinito. Un nido, una spugna, una nebulosa…? Questo oggetto da vita ad un luogo permeabile: entro una maglia tridimensionale di spessore variabile si aprono degli spazi, dai confini sfumati, pronti per accogliere dei possibili abitanti. Ambiguo e indeterminato, questo oggetto si pone a metà strada tra un modello per una possibile architettura e un architettura-manifesto.

Matteo Soldati

sottili confini - matteo soldati












mercoledì 10 marzo 2010

casa sfera




Osservazioni

Per quanto attiene all’aspetto concettuale delle sfere che presentiamo, tutti i lavori, il mio compreso, sembrano mancare di adeguata consistenza teorico-concettuale connessa all'architettura, tema al quale siamo stati chiamati come architetti e non come artisti.
Era forse inevitabile che la sintesi del modello portasse ad elementi più orientati al mondo dell'arte che a quello dell'architettura. Dobbiamo raddrizzare il tiro e riportare la forma ad una microarchitettura, non modificando il modello ma arricchendolo di informazioni e di contenuti.
Il tema della sfera in architettura presenta una complessità teorica elaborata in più di 2000 anni di filosofia, sia speculativa che teorica applicativa. Il tema è molto difficile e complesso e si potrebbe affrontare da più parti.

Il problema sta probabilmente all’origine, da parte dei propositori della mostra che costringe architetti e designer a ridurre la sfera ad un semplice spunto tematico che non permette di inserirsi nel percorso storico, teorico-filosofico della sfera anche per la limitatezza economica del momento storico in cui stiamo vivendo. Come vi avevo accennato avrei voluto fare una sfera virtuale con l’olografia ma gli eccessivi costi me lo hanno impedito così come ho interpellato una ditta italiana che fa modelli in sinterizzato di nylon fatti con impianti in 3D di protopipazione veloce e anche qui i costi erano proibitivi...

Le 5 sfere risultano, a mio parere forse un pò fragili e solitarie, dal punto di vista del contenuto, a meno di dare un contesto e un significato forte a ciascuna sfera e dando una svolta comune. Non voglio diminuire l’entusiasmo, ma vorrei richiamare invece ad un lavoro meno scolastico ma più professionale.

Per questo motivo vorrei dare a ciascuno dei suggerimenti che ho condiviso con altri prima di esporveli.

Occorre partire dalla contestualizzazioneper fare un modello architettonico in 3D o un rendering o di un progetto di architettura o di design da pubblicare nel catalogo per spiegare meglio la sfera proposta.
Occorre fare un testo che sostenga il gesto creativo. Occorre tridimensionalizzare le immagini, il racconto e il modello in un tutt’uno che esprima tutta la vostra creatività.

Suggerirei di osare di più, contestualizzare dando un carattere funzionale all’oggetto.
Come ho detto a Federica la scorsa settimana per il mio totem, farei un rendering che rappresenti l'architettura da cui è derivato il modello essenziale.

Grasselli a Tokyo ha già suggerito a Matteo di contestualizzare il suo progetto facendolo ‘virare’ verso la proposta di una possibile tipologia abitativa sferica. Ne esistono per progetti nel fondo del mare. La forma sferica è ideale per la vita in fondo agli oceani. Lo dimostrano i radiolari in natura. In questo modo il suo progetto potrebbe acquisire un ‘valore aggiunto’, in termini di creatività, decisamente superiore e di grande interesse.


Il progetto Sessa ST e FA deve ritrovare una sua coesione tra concetto e oggetto, per non apparire un gadget ma una sfida.
Suggerirei di aggiustare il tiro orientando il progetto nella direzione di un orologio di grandi dimensioni urbane, (rendering da inserire in una piazza o in un parco, oppure di far girare piu' velocemente il meccanismo in modo da mostrare la sfera per effetto della velocità. Un oggetto cinetico. Fare riferimenti al futurismo e al movimento. Ci sono delle potenzialità soprattutto se l’apparato grafico a supporto delle immagini è adeguato a rappresentare l’idea su scala urbana.

Così pure per il progetto Margherita Bilato e Raffaella Bandera cercherei di approfondire la tematica del riciclo e del trasformare oggetti d'uso quotidiano da buttare in oggetti d'uso domestico carichi di significato. Anche in questo caso occorrerebbe un rendering in cui contestualizzare la lampada da terra con le bottiglie in un'oggetto emozionale ecc ecc riferendosi anche al mondo del mare, delle piccole sfere marine (manderò immagini); si potrebbero associare le immagini delle sculture di Arman e del periodo del Nouveau Realisme quando realizzava cubi e parallelepipedi schiacciando le automobili da rottamare ed esponendole come opere d’arte. Attenta a non scivolare nell’arte ma potresti portare l’arte a diventare un oggetto di design riproducibile...


infine per il gruppo di Andrea direi che potrebbero anche loro fare dei rendering di supporto o per realizzare un edificio fatto di superfici trasparenti (andate a vedere i lavori di Fuksas e il progetto del pad italiano a shangai 2010 progettato da Giampaolo Imbrighi che ha ideato il cemento trasparente); i pannelli in “cls” trasparenti possono essere rappresentati dai piani in plexi .Oppure valutare in modo diverso questa microarchitettura cercando di contestualizzarlo o come edificio o come museo o come un edificio religioso di tipo ecumenico. Il parallelepipedo ricorda la moschea ma la sfericità interna ricorda una cupola di una chiesa barocca o di un pantheon racchiuso.
Fate riferimento alla casa del Mantegna che fuori è un cubo e dentro il cortile
È cilindrico...

Queste riflessioni vorrei che fossero inserite sul blog. Le ho condivise con Grasselli e mi sembra corretto unificare i lavori perché abbiano un'anima comune: la sfera reale (Matteo...) ,quella ingabbiata (Andrea...), quella virtuale (la mia) e quella cinetica (Sessa ..), quella riciclata (Margherita..)...

Questa è una proposta che vorrei condividere con voi. Accetto anche altri e diversi suggerimenti per cercare di trovare un fil rouge al nostro lavoro di gruppo.
Scrivete le vostre idee. Riattiviamo il blog per quest'ultimo sforzo
Entro il 18 marzo dobbiamo dare i testi ed antro il 31 marzo le immagini della sfera finita e del rendering.... non abbiamo molto tempo.

A volte ci si prepara bene su un argomento per un esame e poi all’ultimo momento si può anche decidere di cambiare se ciò che facciamo serve a rendere migliore ciò in cui crediamo.

Buon Lavoro
Elena

date importanti

i testi (scritti in Word - massimo 500 battute per la descrizione del progetto e massimo 1000 battute per la biografia personale) entro il 18 marzo

la fotografia del progetto (più almeno altre 2 immagini diverse, a colori – 300 DPI, jpg o tiff) entro il 31 marzo.

per il catalogo precisando che se cominciamo a mandare gli elementi, le pagine dei progetti prima dell’ultima scadenza evitiamo di ingolfare i grafici.

Marcello conta di riuscire ad avere il catalogo in vendita il 25 Aprile e di far combaciare nello stesso giorno le terza inaugurazione fotografi e letterati. In questo modo il catalogo rimarrebbe in vendita fino al 25 Giugno, giorno di chiusura della mostra.

sabato 20 febbraio 2010

mercoledì 17 febbraio 2010

sospensione


Come avrai potuto vedere dal sito, il nostro concept è la sospensione. In ogni caso quello che ti invio è una sfera realizzata da uno scheletro in plexiglass (se sospeso) o ferro (se da appoggio) che rappresentano i VUOTI e contrapposto a dei volumi (pieni) realizzabili in MDF o lamiera.
Paolo

confine labile











idea

La sfera è una forma ideale, astratta. perfetta. La sua forma rappresenta un limite da raggiungere, un limite invisibile che esiste come idea, come concetto matematico.
Per questo lavoro la forma sferica sfera è quindi vista come un confine ideale.

L’idea è di rendere un’immagine che esprima questo concetto e al tempo stesso di creare un luogo permeabile, aperto che contenga altri spazi. Il limite della sfera deve rimanere in sottofondo.

Questo oggetto vorrebbe essere un ibrido a metà strada tra un nido, un gomitolo, una spugna, una nebulosa.
Un spazio aperto e permeabile fisicamente e metaforicamente: aperto a diversi punti di vista, aperto a diversi usi, aperto a delle possibili “colonizzazioni”.

realizzazione

Una sfera composta da diversi strati di rete metallica con una maglia compresa tra 1 e 2 cm. La distanza tra gli strati è uguale alla distanza del reticolo della maglia metallica. Gli strati vengono collegati e saldati tra loro con dei sottili supporti metallici. Si tratta quindi di una successione di cerchi di circonferenze diverse. Per creare degli spazi all’interno della sfera è sufficiente ritagliare dei vuoti nelle circonferenze. Penso che la rete metallica sia un materiale adatto perché, a differenza di un piano è più indefinita e non ha un limite preciso. Inoltre accostando diversi strati si perde la percezione della regolarità della maglia.

sfera orologio


Buongiorno a tutti,

Alleghiamo una breve descrizione della nostra idea.
Abbiamo voluto interpretare il concetto di spazio-tempo.
La nostra idea è di ricreare lo spazio con il trascorrere del tempo.
Quindi sarà il tempo a ricreare lo spazio.
La sfera sarà il risultato dello scorrere del tempo in modo visibile e oggettivo.
Il nostro oggetto sarà un orologio la cui lancetta dei secondi creerà il concetto di volume sferico.

Ciao a tutti,

Stefano Sessa,
Federica Ambrosioni,
Sara Talamona

importante sfere 80 cm e prese elettriche

Cari amici,

dal sopralluogo effettuato e grazie all’allarme di Franco Segre è emerso che il rilievo che ci è stato dato non è esatto per cui in buona parte della collezione permanente passano solo sfere da 80 cm e non da 90. Chi quindi non avesse ancora cominciato è bene che le faccia da 80.
Confermo inoltre che le sfere non possono essere appese in quanto tutti i soffitti sono quelli storici originali.
Vi comunico infine che in tutto lo spazio museale sono state individuate solo quattro prese elettriche per cui si scoraggia l’uso delle stesse.

Un caro saluto,

Riccardo

rapporto forma contenuto





riflessioni sul tema rapporto forma-contenuto:

1 _ l'idea di cui ho già parlato: la sfera è pura forma, superficie che include qualcosa: in principio avevo pensato al contenuto come la persona stessa, il visitatore che interagisce con la sfera e assume il punto di vista della stessa. mi sembrava significativo citare buckminster fuller perchè dietro al risultato della sfera geodetica ci sono tante riflessioni sull'efficienza ecc

2 _potrebbe essere interessante pensare alla sfera come perfezione formata da materiale "imperfetto": qualcosa che deriva dalla quotidianità e che è contaminato dall'imperfezione dell'utilizzo ecc (potrebbe essere anche spazzatura, scarti), oggetti che, benchè corrotti vanno a formare una sfera, perfetta.

3_si può pensare a qualcosa che secondo me prende un po' troppo la direzione del concettuale ma te lo sottopongo ugualmente di modo tale da avere una visione critica d'insieme: sempre in relazione al tema della perfezione mi era venuta in mente una sfera totalemnte bianca, liscia, magari luminosa (?) che imporvvisamente presenta in un punto una grossa imperfezione: "something went wrong", una mela bacata: il tentativo di raggiungere la perfezione è nell'uomo vano.
4_come approfondimento di ciò qualcosa che potrebbe avvicinarsi al critical design: prendere un oggetto e trasformarlo in una sfera: la perfezione viene corrotta dall'ultilizzo, quindi si prende un oggetto, lo si priva della sua funzione e lo si rende inutilizzabile e perfetto, in modo palese e artificiale, forzato

5_la sfera come forma della città futura (tema trattato da molti architetti): qualcosa di molto grafico e immediato, un collage di immagini su una sfera che creano la sfesa stessavi mando dei collage molto rudimentali per evocare in qualche modo l'idea

margherita

giovedì 11 febbraio 2010

espositori genova


Buongiorno!


Vi ri scrivo dalla mia mail personale.Ho appena sentito Federica dello studio Brusa Pasquè in merito agli espositori da utilizzare per le sfere.A novembre dell'anno scorso con lo studio Lucchese abbiamo allestito una mostra di oggetti di design in marmo a Genova, e abbiamo utilizzato degli espositori composti da un cilindro di plexiglass alto 90cm con sopra un disco sempre in plexi di 85cm di diametro. Stavamo facendo delle valutazioni sulla possibilità di riutilizzare tali espositori per le nostre sfere...sempre che la regione Liguria sia disposta a prestarceli. Ma con Andrea dicevamo che questi espositori erano stati progettati per sostenere degli oggetti di marmo di piccole dimensioni e quindi con un carico sicuramente inferiore rispetto alle sfere. Inoltre essendo alti 90 cm da terra, probabilmente non farebbe vedere molto bene l'oggetto...Io allego la foto dell'esposizione così che tutti possano farsi un'idea...nel caso possiamo poi contattare la regione.

Buona giornata!


Francesca

sfera armillare


La sfera armillare prende il nome dal latino armilla che significa anello: essa infatti è composta da cerchi (anelli) che rappresentano i principali cerchi massimi (equatore celeste, eclittica, coluro dei solstizi, coluro degli equinozi) della sfera celeste.

mercoledì 10 febbraio 2010

martedì 9 febbraio 2010


Buongiorno a tutti,


piacere di conoscervi "in rete", intravediamo una bella e suggestiva esperienza.
Abbiamo già qualche idea sul progetto e pertanto abbiamo cominciato a muoverci percercare delle aziende per la produzione e la lavorazione dei materiali checomporranno il pezzo.Abbiamo pensato di utilizzare il Corian o Hi-Macs in accoppiamento al plexiglass, materiali che più si adattano a questo prototipo d' idea e che suggeriscono le possibili applicazione in ambito costruttivo e di allestimento.
Vogliamo romperre il ghiaccio e inviarvi la nostra idea!
L'idea è quella di comporre a strati alternati l'ingombro di un cubo 90x90 in lastre di plexiglass trasparente, e il volume di una sfera in Corian/Hi-Macs rosso.
La realizzazione è semplice in quanto i pezzi vanno solo tagliati: lastre 90x90 in plexiglass (da definire spessore) lastre circolari in Corian (di diverse misure a costruire in sezione un cerchio).
Il pezzo potrebbe essere montato sul posto sormontando le lastre e prevedendo un sistema di fissaggo a incastro (perno centrale?).
Nel suo significato, oltre al rapporto tra forme geometriche perfette (sfera inscritta in un cubo), una sfera-nucleo vitale all'interno di una placenta trasparente protettiva, che da vari punti di vista la distorce, mentre solo parallelamente se ne legge la purezza del contenuto, il pezzo può essere anche interpretato come un edificio in scala, una sorta di modellino in cui le varie lastre trasparenti possono rappresentare i diversi piani della costruzione per permettere d'intravedere all'interno un volume pieno...

Fateci sapere le vostre considerazioni e suggerimenti.
Buona giornata.

Andrea